Brundibár la fiaba della Memoria

scritto e diretto da Fiorella Colombo

Spettacolo di teatro animazione

con Fiorella Colombo, Alessandro Gajetta, Fabrizio Marchesano, Hilary Nuvoli, Giuseppe Pellegrini

Durata: 70 min

età consigliata: dai 9 anni (2° ciclo della scuola primaria e scuola secondaria di 1° e 2° grado)

Alessandro Gajetta
Brundibar è Alessandro Gajetta

Spettacolo di teatro animazione. Ispirato all’operina di Franz Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister, messa in scena nel ghetto di Terezín nel 1938. La storia dei fratellini Anika e Pepicek, che dovranno fare i conti con il crudele Brundibár. Una fiaba per non dimenticare, indissolubilmente legata alla Grande Storia.

La narrazione è a cura di Fiorella Colombo

 

 

Tutti i partecipanti lavoreranno con gli attori per ricostruire quello spettacolo messo in scena dai bambini e ragazzi del ghetto di Terezín, e immediatamente sarà come ritrovarsi là in quel campo, vicino ai bambini di Terezín.

A fine spettacolo il toccante video dei sopravvissuti di Terezín. A disposizione il volume guida C’era una volta Brundibár di Fiorella Colombo e Laura di Biase, con CD musicale.

Pepiceck è Giuseppe Pellegrini
Aninka è Hilary Nuvoli

Perché lo consigliamo:

perché usiamo il linguaggio della fiaba che parla direttamente ai bambini e ai ragazzi; perché quello che raccontiamo è accaduto realmente; perché è un modo delicato e rispettoso di raccontare quella Storia; perché è nostro dovere tener viva la memoria di quei giorni.

C'era una volta Brundibar di Fiorella Colombo e laura di BiaseLo spettacolo prende spunto dal volume C’era una volta Brundibár (2013), di Fiorella Colombo e Laura di Biase,  patrocinato dalla Comunità Ebraica di Genova, Provincia di Genova, Comune di Genova, Regione Liguria, Comune di Gorizia, AssoArtist, Nemo Geie, Consolato della Repubblica Ceca. Con CD musicale.

 

LA RECENSIONE della giornalista Giulia Cassini (Il Secolo XIX):

Genova – Spiegare la Shoah ai bambini non mai è facile, nemmeno riuscire a trovare tra le righe quei valori positivi che diano un nuovo senso all’aggregazione e alla difesa dei valori fondamentali dell’uomo, tanto è sempre lo sgomento. Con questo spirito è nato lo spettacolo “Brundibár, la fiaba della memoria ” scritto e diretto da Fiorella Colombo. In scena per tutta la mattinata del 23 gennaio al Tetro Garage oltre a Colombo anche Alessandro Gajetta, Hilary Nuvoli e Giuseppe Pellegrini. Diverse le classi coinvolte come parti attive dell’evento realizzato appositamente «Per non dimenticare con un lavoro di preparazione in aula a monte e che verrà parimenti svolto a posteriori», come spiegano ad esempio le maestre della scuola Solari Barbara Spaggiari e Diana Scaravelli unitamente alle docenti del Marconi Silvana Ferrari e della Giovine Italia Laura Bertolotti.

I messaggi, tra brani della storia della musica e recenti canzoni per amalgamare simbolicamente passato e presente, sono quelli della forza della vita e della speranza, come dimostrano le testimonianze di chi si è appigliato alle sette note per sopravvivere agli orrori. Come testimonia nel docufilm sul finire dello spettacolo una sopravvissuta ai campi di concentramento “Quando suoni Verdi pensi a Verdi, non dovevamo sbagliare nemmeno una nota, eravamo iperconcentrati e così i nostri occhi non dovevano rivolgersi ossessivamente a quel fumo. E’ stata la forza che ci ha tenuti in vita e che non ci ha fatto perdere la nostra dignità in quei momenti terribili”. Nel filmato originale ci sono, tra gli altri, Alice, pianista di 107 anni, Greta, cantante di 81 anni, e Anita, violoncellista di 85 anni. Solo il nome di battesimo e occhi ancora segnati dalla sofferenza.

La musica ripresa nei canti dei bambini invece si carica di speranza: “Oh…Su lasciatemi cantar, come i sogni e i desideri la mia vita diverrà. Oh…su lasciatemi sognar, la speranza che resiste vuol sol ricominciar”.

Brundivár riesce a portare questo messaggio con delicatezza estrema, rendendosi particolarmente adatto alla fascia d’età 9-13 anni ricordando l’ispirazione dall’opera musicale composta a Praga nel 1938 dal musicista ceca Franz Krása, su testo dello scrittore Adolf Hoffmeister. Secondo le fonti «Nel 1942 quando Krása venne deportato nel ghetto di Terezin -spiega Fiorella Colombo – segretamente cercò di ricomporre tutta l’opera provandola di notte con i musicisti del campo e molti ragazzi e bambini. Quando furono scoperti Hitler li fece continuare e la replicarono in scena 55 volte». Invece di essere fucilati furono “sfruttati” dal regime, che li prese da “esempio”: il piano era dimostrare al mondo intero che nei campi i diritti dei prigionieri venivano rispettati. Dopodichè traferirono tutti ad Auschwitz.

Lo spettacolo al Garage invece fa spazio al sogno, inserisce elementi fiabeschi e di condivisione per insegnare i valori fondamentali, tanto che c’è chi si è portato a casa il volume di rifermimento di Erga Edizioni “C’era una volta Brundibár” di Fiorella Colombo e Laura di Biase, con il cd dello spettacolo live.

«Abbiamo chiesto a tutti bambini di “giocare” con noi al gioco del teatro -chiosa Fiorella Colombo- il gioco “fare finta di” essere qualcun altro e mettersi nei panni di quei ragazzi e quei bambini, i bambini di Terezin, sul palcoscenico di Terezin e a provare a restare con noi su questo palcoscenico, su quel palcoscenico. Per poter ancora una volta dire a gran voce: mai più alcun Brundibár»!

Vai:

  • all’intervista e recensione sul Secolo XIX
  • alle foto dello spettacolo e del laboratorio teatrale
  • al video di presentazione dello spettacolo scolastico C’era una volta Brundibár (2012)
  • al video dei canti live del coro scolastico e dell’orchestra dei bambini e  ragazzi  dell’Istituto Comprensivo San Fruttuoso di Genova (2012)

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Materiale informativo per la visione dello spettacolo teatrale:

 

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* Le foto di questa pagina sono di Furio Belloro