PINOCCHIO Rockstar

scritto e diretto da Fiorella Colombo

con Filippo Brunelli, Fiorella Colombo, Mirea Dosi, Margherita Nigro, Alice Pellegrini, Francesco Pellegrini, Giuseppe Pellegrini, Eleonora Vita

e con la Liberitutti BandAlice Pellegrini (tastiera), Francesco Pellegrini (percussioni, violino), Giuseppe Pellegrini (chitarra), Margherita Nigro (violino), Eleonora Vita (vocalist)

Canti e musiche originali di Alice Pellegrini , Giuseppe Pellegrini, Fiorella Colombo, suonate e cantate dal vivo 

Scenografie a cura di Bruna Learchi Genova Flamenco

Costume di Pinocchio di Elisa Lollini e maschera di Pinocchio gentilmente concessi dal Teatro Il Sipario Strappato

Durata 90 min (per tutte le età)

La bellissima e italianissima storia di Pinocchio, rivisitata in chiave rock, in uno spettacolo cantato e suonato live dalla Liberitutti band con musiche e canti originali e inediti!

Qual è il vero desiderio di Pinocchio? Diventare una grande rockstar? Ritrovare Geppetto? Oppure diventare un bambino vero? Se obbedisse subito al Grillo parlante, se seguisse le raccomandazioni di Geppetto, se non incontrasse il Gatto e la Volpe, se ascoltasse la Fata turchina, se rimanesse con Mangiafuoco, riuscirebbe a trovare la propria strada? Riuscirebbe a comprendere il vero senso della sua vita?

Ce lo siamo chiesti più volte e, siccome amiamo le fiabe e ci divertiamo a darne un nuovo sviluppo evolutivo e archetipico, abbiamo riscritto la storia a modo nostro, senza alterare l’impianto strutturale e simbolico, che Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, con “Le avventure di Pinocchio” ha saputo magistralmente tramandarci.

Alla fine capiremo che Pinocchio ci insegna una pratica molto importante per l’evoluzione: la disobbedienza! E a suon di errori e batoste Pinocchio scoprirà che il suo desiderio non è diventare un bambino vero, ma… un bambino felice!

Chi non ha mai parteggiato per la libertà e la libera espressione di Pinocchio? Questo è proprio il significato profondo, a livello simbolico, di ciò che s’intende per “vero”, da non confondere con “giusto”, “normale”,  “morale”, anzi! Noi lo abbiamo compreso come un profondo desiderio inconscio di voler trovare il proprio vero Sè, imparando a dar voce ai desideri dell’anima e non a quelli esteriori. Tutto ciò ci affascina e con quest’opera abbiamo cercato di dar voce ad un possibile sviluppo di questa meravigliosa storia che tanto ci rappresenta.

Pinocchio è un ciocco di legno al quale Mastro Geppetto dona la vita. La Fata Turchina rappresenta l’Anima, mentre il Grillo parlante la Super coscienza. Fortunatamente quel burattino di legno non è come la società se lo immagina: è disobbediente, irriverente, sfacciato e controcorrente, e soprattutto non vuole andare a scuola.  Geppetto si prodiga a riportarlo sulla retta via, comprende l’indole di quel figlio, ma deve fare il suo “mestiere” da genitore e gli pone delle scelte. Pinocchio si allontana dal volere del padre, combinandone di tutti i colori, la Fata Turchina sta vicino a Pinocchio, ma non interferisce sul corso degli accadimenti, mentre il Grillo  gli ricorda costantemente la “retta via”. Il Gatto e la Volpe, figure sinistre e manipolatorie, permettono a Pinocchio di incontrare il terribile Mangiafuoco, dal quale Pinocchio imparerà un mestiere, che poi diverrà la sua vera passione (e qui si incontra la vena poetica e originale dello scrivente), e che gli donerà cinque monete d’oro. Non sempre tutto è come sembra: proprio dall’esperienza peggiore Pinocchio riesce a riscattarsi e a comprendere quale sia la sua vera strada.

Pinocchio è una fiaba archetipica di opposti, che rispecchia fortemente le nuove generazioni di oggi: libertà e regole, trasgressione e disciplina, ordine e disordine, giusto e sbagliato, adeguamento ed eccezione.  Diventare “un bambino vero” in un mondo che ci incoraggia sempre di più a cercare fuori di se stessi, diventa urgente, quanto urgente è l’evoluzione di questo mondo. E noi vogliamo fare la nostra parte.

I Liberitutti Teatro di Libertà e Amore

* Le foto di questa pagina sono di Monica Ghirlanda