scritto e diretto da Fiorella Colombo
e con la Liberitutti Band: Alice Pellegrini (tastiera), Francesco Pellegrini (percussioni, violino), Giuseppe Pellegrini (chitarra), Margherita Nigro (violino), Eleonora Vita (vocalist)
Canti e musiche originali di Alice Pellegrini e Giuseppe Pellegrini, suonate e cantate dal vivo
durata 75 min (per tutte le età)
La bellissima e italianissima storia di Pinocchio, rivisitata in chiave rock, in uno spettacolo cantato e suonato live dalla Liberitutti band con musiche e canti originali e inediti!
Cosa accadrebbe se Pinocchio diventasse una grande rockstar? Se non si adeguasse a tutte le regole della società e ascoltasse solo ciò che vibra dentro di sè? Se il grillo, la sua coscienza, gli insegnasse a seguire la propria strada, la propria individualità, la propria diversità? Ma soprattutto: se proseguisse la tournée con il terribile Mangiafuoco, che poi così terribile non è? Ce lo siamo chiesti più volte e, siccome amiamo le fiabe e ci divertiamo a darne un nuovo sviluppo evolutivo e archetipico, abbiamo riscritto la storia a modo nostro, senza però alterare l’impianto strutturale e simbolico, che Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, con “Le avventure di Pinocchio” ha saputo magistralmente tramandarci.
Chi non ha mai parteggiato per la libertà e la libera espressione di Pinocchio? Questo è proprio il significato profondo, a livello simbolico, di ciò che s’intende per “vero”, da non confondere con “giusto”, “normale”, “morale”, anzi! Noi lo abbiamo compreso come un profondo desiderio inconscio di voler trovare il proprio vero Sè, imparando a dar voce ai desideri dell’anima e non a quelli esteriori. Tutto ciò ci affascina e con quest’opera abbiamo cercato di dar voce ad un possibile sviluppo della meravigliosa storia che tanto ci rappresenta.
Pinocchio è un ciocco di legno al quale Mastro Geppetto dona la vita. La Fata Turchina rappresenta l’Anima, mentre il Grillo parlante la Super coscienza. Fortunatamente quel burattino di legno non è come la società se lo immagina: è disobbediente, irriverente, sfacciato e controcorrente, e soprattutto non vuole andare a scuola. Geppetto si prodiga a riportarlo sulla retta via, comprende l’indole di quel figlio, ma deve fare il suo “mestiere” da genitore e gli pone delle scelte. Pinocchio si allontana dal volere del padre, combinandone di tutti i colori, la Fata Turchina sta vicino a Pinocchio, ma non interferisce sul corso degli accadimenti, mentre il Grillo gli ricorda costantemente la “retta via”. Il Gatto e la Volpe, figure sinistre e manipolatorie, permettono a Pinocchio di incontrare il terribile Mangiafuoco, dal quale Pinocchio imparerà un mestiere, che poi diverrà la sua vera passione (e qui si incontra la vena poetica e originale dello scrivente), e che gli donerà cinque monete d’oro. Non sempre tutto è come sembra: proprio dall’esperienza peggiore Pinocchio riesce a riscattarsi e a comprendere quale sia la sua vera strada.
Pinocchio è una fiaba archetipica di opposti, che rispecchia fortemente le nuove generazioni di oggi: libertà e regole, trasgressione e disciplina, ordine e disordine, giusto e sbagliato, adeguamento ed eccezione. Diventare “un bambino vero” in un mondo che ci incoraggia sempre di più a cercare fuori di se stessi, diventa urgente, quanto urgente è l’evoluzione di questo mondo. E noi vogliamo fare la nostra parte.
Fiorella Colombo e i Liberitutti Teatro di Libertà e Amore
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